St. Dominic's Parish, Thunder Bay, Ontario

Roman Catholic Diocese of Thunder Bay

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LA STORIA DELLA PARROCCHIA SAN DOMENICO
1912 - 1987


I SACERDOTI MISSIONARI TRA GLI ITALIANI DI FORT WILLIAM
Non ci sono notizie precise sulla data di nascita della, chiesa italiana a Fort William, sappiamo con sicurezza che la chiesa italiana di S.Giuseppe, nel 1912, era situata nella zona dell'East End all'angolo delle vie McLaughlin e Connolly. Alcuni dicono che gli italiani comperarono un edificio al n.534 di via McLaughlin e lo avessero chiamato Chiesa S. Giuseppe. Questa chiesa sarebbe stata distrutta in un incendio nel 1910. Ai parrocchiani italiani fu permesso di usare la chiesa slovacca di St. Peter, sita al 706 di via McIntosh, a condizione che le funzioni italiane non interferissero con quelle slovacche. Questo accordo continuo' fino a che gli italiani ricostruirono la loro chiesa al 700 di via McLaughlin. Altri suggeriscono che sia gli italiani che gli slovacchi usavano la chiesa di St. Peter. Poi, tra il 1907 e it 1909, un incendio la distrusse e che fu ricostruita nel 1911. Don Francesco Crociata, parroco della chiesa di S. Antonio a Port Arthur, suggeri' agli italiani di Fort William di costruire la loro chiesa. Fino a che is chiesa italiana non fu finita, la "chiesa finlandese" al 520 di via McLaughlin venne usata per le funzioni religiose italiane.
I documenti municipali della citta' di Fort William, Ontario, danno credenza a quest'ultima interpretazione, che la parrocchia di S. Antonio abbia incoraggiato la creazione di una chiesa italiana nell'East End di Fort William. Una ricerca catastale dell'isolato n.37, lotti 9 e 10, area occupata dalla Chiesa S. Giuseppe, indica la vendita di un lotto di 25 piedi da parte della Pigeon River Lumber Company ad un gruppo di amministratori rappresentanti la Parrocchia S. Giuseppe. I signori Frank M. Ross, Angelo Descepolo, Louis Belluz, Bruno Mazza, don Francesco Crociata e la Corporazione Episcopale della Diocesi di Sault Ste. Marie accettarono la responsabilita' di pagare $791,31 per questa proprieta'. Qualsiasi interpretazione si voglia usare, dai registri della Citta' di Fort William (anno 1913)e dai documenti assicurativi della Chas. E. Goad Co. Insurance Plan of Fort William, 1911 (1913), sappiamo che nel 1912 c'era una struttura in legno, chiamata Chiesa S. Giuseppe, all'angolo delle vie McLaughlin e Connolly.
Questo modesto edificio fu destinato a servire i bisogni spirituali della comunita' italiana di Fort William per oltre settant'anni. Durante questo periodo sacerdoti italiani o che parlavano la lingua italiana guidarono le attivita' parrocchiali; cio' era molto importante per gli emigranti italiani. La chiesa S. Giuseppe servi' da unione tra la vita in un piccolo centro italiano e l'insicuro, diverso modo di vita in un nordico paese straniero. All'inizio i servizi offerti dalla chiesa erano limitati alla S. Messa domenicale in italiano e l'amministrazione dei sacramenti. Piu' tardi le funzioni in italiano inclusero S. Messe giornaliere, processioni e la benedizione delle case.
Che tipo di comunita' faceva parte della chiesa S. Giuseppe? Secondo un rapporto preparato dalle chiese Metodista e Presbiteriana, la popolazio ne italiana di Fort William che contava 863 anime nel 1910, arrivo' a 1390 nel 1912. Le persone incaricate di fare il censimento riportarono condizioni di superaffollamento nell'East End. Nell'isolato tra le vie McTavish, McLaughlin, McIntyre e Christie furono contate 292 persone di cui 111 italiani. Una casa di 6 locali ospitava 17 italiani, un'altra di 3 vani dava alloggio a ben 13 persone. Questo rapporto sembra dare numeri piuttosto moderati, ma una esaminazione delle liste delle tasse municipali conferma l'accuratezza di quel censimento. Dalle liste per l'anno 1913 (quartieri 1 e 2) per ogni casa di proprieta' italiana sono segnalati dai 10 ai 16 residenti. il proprietario ed i suoi famigliari contavano per 5-7 persone, gli altri erano probabilmente pensionanti.
La Chiesa S. Giuseppe entro' a fare parte di quel nucleo di chiese che si trovavano in questo predominante quartiere etnico di Fort William. La chiesa slovacca St. Peter era al 706 di via McIntosh, una chiesa Greco-ortodossa fu costruita al 639 di via McPherson, una chiesa Rutena (cattolico-ucraina), St. Mary, sara' costruita in via Connolly n. 500. Fu osservato, nel censimento del 1913, che "Parea di maggiore crescita tra la popolazione non inglese era nella sezione detta Coal Dock. Era sufficiente osservare le varie chiese cattoliche la domenica mattina dove si notava che la maggior parte dei fedeli era di sesso maschile."
Era a questa comunita' italiana in continuo aumento che vari sacerdoti, residenti a S. Antonio, dedicarono le loro cure per una decade dopo il 1912. Don Francesco Crociata fu il primo a servire le due comunita' italiane di Port Arthur e Fort William. Purtroppo il lavoro era immenso e don Crociata si ammalo' e dovette lasciare it distretto di Thunder Bay nel 1914. Dai registri parrocchiali vediamo che don Giuliano prese il posto di don Crociata, ma anche lui si arnmalo' e dovette lasciare it posto dopo soli sei mesi. Dal registro dei Battesimi si vede il nome di don Angelo Sansone, parroco, dal 1914 in ottobre ad agosto del 1916. Visto che questo nome non appare sui registri della parrocchia di S. Antonio, si puo' pensare che fosse parroco solo della chiesa di S. Giuseppe.
Per i prossimi anni la figura piu' importante e' quella di don Domenico Alfonso Tomaselli. Nominato parroco di S. Antonio a soli 39 anni, don Tomaselli arrivo' a Port Arthur it 14 maggio 1915 e, l'anno seguente assunse la responsabilita' di guidare anche la chiesa di S. Giuseppe. "Per oltre sei anni il nuovo Parroco si prodigo' per le due comunita' italiane celebrando le S. Messe domenicali in entrambe le citta' . . In quei giorni tutte e due le chiese si trovavano in cattive condizioni finanziarie. La chiesa di S. Giuseppe era solo un guscio, senza banchi o sedie per i fedeli, riscaldata male e con l'interno di legno grezzo". Un parrocchiano ricorda che la chiesa era costruita su pali di legno. Durante l’inverno la chiesa era riscaldata da una vecchia stufa in cantina. In cinque anni si costrui' il campanile con la campana, si comperarono i banchi e l'interno della chiesa fu rifinito. Inoltre, grazie alla generosita' di alcuni parrocchiani furono acquistate ed installate 10 finestre istoriate, due ai lati dell'ingresso e le altre Otto nel corpo della chiesa.
In questo periodo, il ruolo della chiesa era limitato al dispensamento degli essenziali servizi religiosi. Dal 1912 al 1921 la chiesa fu testimone a 469 Battesimi, 74 Matrimoni e 86 Funerali. Non ci sono abbastanza documenti che facciano pensare che la chiesa fosse coinvolta con la vita secolare dei propri fedeli.
Per poter svilupparsi ed aiutare socialmente la comunita' era necessario avere un sacerdote a tempo pieno. Questo si avvero' nel 1921 con l'arrivo di don Ferdinando Capresi. Nato nel 1863 nell'Italia settentrionale, don Capresi fu ordinato sacerdote nel 1888. Non sappiamo quando lascio' 1'Italia ma nel 1933 don A. J. Murray disse che Don Capresi era emigrato negli Stati Uniti, ed aveva lavorato sodo e con successo tra gli italiani di Filadelfia. Si pensa che don Capresi sia venuto in Canada dopo la Prima Guerra Mondiale, e che si sia stabilito a Fort William. "Venne in questa terra nordica", disse don Murray "cosi' diversa dalla sua Lombardia piena di sole, per dedicare la sua vita, il suo tempo e il suo talento agli emigranti italiani, per poter dare loro il conforto spirituale della loro religione."
Quelli che conobbero don Capresi durante gli anni Venti, lo descrivono come un "buon uomo" e un "sant'uomo", un uomo che visse nella piu' assoluta poverta' nell' East End. I parrocchiani ricordano che durante i mesi invernali le S. Messe giornaliere venivano celebrate in un locale della canonica riscaldato da un piccolo calorifero. La Chiesa non poteva permettersi il lusso di acquistare il carbone necessario per riscaldare ogni giorno la chiesa. La maggior parte dei parrocchiani erano emigranti che lavoravano saltuariamente per la Canadian Pacific Railway e nei cantieri del carbone per quaranta o cinquanta centesimi l'ora. Naturalmente le offerte per la chiesa erano scarse. La gente dell'East End provava pieta' e rispetto per questo parroco che elernosinava per avere un po' di cibo, non solo per lui ma per i piu' poveri.
Nonostante la poverta', furono fatti cambiamenti strutturali alla chiesa e vennero offerte piu' funzioni religiose. La canonica fu costruita nel 1924. Le S. Messe erano celebrate tutti i giorni alle 7.30, e alla domenica alle 8 e alle 10,30; tutte le prediche erano in lingua italiana. Don Capresi diede inizio alle "Missioni". In ottobre o novembre un Missionario arrivava a S. Giuseppe dove per una settimana veniva offerta una serie di sermoni in italiano sulla famiglia, le Scritture, la morale. Queste Missioni ebbero un enorme successo e furono continuate da tutti i Parroci fino verso la fine degli anni Cinquanta.
L'impronta di don Capresi a S. Giuseppe si manifesto' non solo nei cambiamenti della chiesa o nelle numerose funzioni religiose offerte agliitaliani ma nel rispetto ed affetto portatogli dai parrocchiani. Cio'fu mess() in evidenza it 19 marzo 1933 al solenne funerale di don Ferdinando Capresi. La chiesa di S. Giuseppe era gremita e pochi dei 1500 presenti pote' entrare in chiesa. La S.Messa solenne fu celebrata da S. E. David Joseph Scollard, Vescovo della Diocesi di Sault S.te Marie, it Reverendo A. J. Hogan era maestro di cerimonie, Joe Brunetta l'organista. Un eloquente elogio fu presentato da don A.J. Murray che paragono' don Capresi ad "un sacerdote missionario tra it popolo italiano di Fort William".
Questo "lavoro missionario" venne continuato da don Murray, che fu Parroco di S. Giuseppe (piu' tardi chiamata S. Domenico) dal 5 marzo 1933 al 9 dicembre 1945. I registri parrocchiali e quelli diocesiani non dicono ne il luogo ne la data di nascita di don Murray. Sappiamo pero' che dopo il 1921 frequento' il Seminario a Montreal e the fu ordinato sacerdote
ll giugno 1924. Pare che avesse studiato per parecchi anni a Roma dove sviluppo' scorrevolezza e notevole eloquenza nell'uso della lingua italiana. Dopo essere stato per un breve periodo a Sault S.te Marie, don Murray arrivo' a S. Giuseppe nel 1933 nel pieno della depressione economica.
La continua poverta' causata dalla depressione spinse don Murray ad escogitare nuovi sistemi per aiutare i suoi parrocchiani. Questo gli fu facilitato dalla sua cerchia di conoscenze tra gli uomini d'affari locali e le autorita' municipali. Di tanto in tanto poteva trovare lavoro per i parrocchiani piu' bisognosi, facilitare il disbrigo di pratiche burocratiche, ottenere documenti e passaporti, assistenza sociale ai disoccupati. Parecchie persone ricordano con affetto don Murray e il suo aiuto nel farli andare alla Scuola Media St. Patrick senza dover pagare ne la retta ne i libri di testo. Fu questo tipo di aiuto ai parrocchiani che guadagno' a don Murray la reputazione di essere "beneamato dagli italiani, un populista che viveva in poverta' senza lamentarsi".
Nonostante tutto, i parrocchiani di S. Giuseppe continuarono a migliorare la Toro chiesa. Non appena le condizioni economiche incominciarono a migliorare, gli uomini della parrocchia e la Societa' Principe di Piemonte, durante la presidenza di Frank Charry, raccolsero i fondi necessari per imbiancare I'esterno della chiesa, riparare it tetto, fare uno scantinato in muratura sotto la chiesa, mettere rivestimento isolante all'interno e installare un nuovo sistema di riscaldamento. Una parte delle spese fu pagata dal Cancelliere Diocesano e dai fondi raccolti dal Club degli Uomini di S. Domenico di recente formazione.
Il costo dei lavori di rinnovo e le vane spese accumulatesi col passare degli anni (circa $5.000) fu alla base di una grande campagna per la raccolta del denaro necessario per estinguere ogni debito promossa dal Club degli Uomini nel 1944. Si raccolsero 415 contribuzioni per un totale di $31322,80. Queste offerte variavano da $1 a $200; dei 415 una era della parrocchia Ucraino-greco-cattolica, tre dalle organizzazioni associate alla chiesa (es. il Club Donne Italiane, la Principe di Piemonte e la Societa' Veneta), e quindici dalla citta' in generale. I 396 contributori rimasti non rappresentavano sempre un'intera famiglia. Non avendo censimenti ufficiali per la parrocchia di S. Domenico si puo'stimare che ne11945 contava circa 260 famiglie.
Alla somma raccolta si aggiunsero i proventi di un bingo e "altre ricevute"; il rapporto finanziario includeva questa testimonianza: "Il comitato coglie questa opportunita' per esprimere gratitudine e ringraziare tutti i parrocchiani e gli amici che hanno contribuito a rendere questo anno memorabile nella storia della nostra parrocchia. La nostra Chiesa e' ora libera da ogni debito." Il Vice presidente del Club degli Uomini, Gilles Menuz, elogio' il lavoro contribuito dal Club nei suoi dieci anni di vita quale fattore responsabile nel pagare il debito. Dal 1935 il Club aveva raccolto $15.000 per la chiesa.
Per celebrare questo importante avvenimento nella vita della Parrocchia si ebbero una cerimonia e pranzo il 4 aprile 1945 nella Sala Italiana di via McLaughlin, con 350 persone presenti. Monsignor McGuire, rappresentando la Diocesi di Sault Ste. Marie, il Sindaco di Fort William, Anderson, ed il Consigliere municipale Hubert Badanai presentarono i loro elogi. Ma forse, il miglior ringraziamento fu espresso da don Murray quando ringrazio' "l'ultimo dei fratelli come pure quelli di alto rango sia che abbiano dato l'unico dollaro che avevano in tasca o donato somme cospicue per saldare questo vecchio debito."
Questo fu veramente un anno memorabile per la Parrocchia di S. Domenico. Nel 1945, don Murray termino', dopo 12 anni, la sua permanenza a capo della chiesa italiana di Fort William. Ritorno' nella nativa Irlanda dove, da informazioni raccolte dai parrocchiani che lo conoscevano bene, mori' a Dublino duranti i primi anni Cinquanta. I suoi successors non dovettero piu' subire le difficolta' di curare e guidare una parrocchia durante una depressione economica senza pari. I futuri pastori di S. Domenico ebbero il lusso di trovare migliori condizioni economiche durante la loro reggenza.

II GLI ANNI DEL CONSOLIDAMENTO, 1945-1972 Subito dopo la partenza di don Murray avvenuta ai primi di dicembre del 1945, arrivo' in parrocchia don Daniele China, un giovane sacerdote italiano che parlava molto bene quale condusse le funzioni religiose a S. Domenico per un mese. Il 5 gennaio 1946 don Egidio Vallorosi arrivo' a S. Domenico in funzione di "amministratore" e si fermo' fino al 24 novembre dello stesso anno. Data la mancanza di documentazione per il 1946, non sappiamo quale fossero i suoi doveri. Si presume che fosse in grad o di mantenere la parrocchia operante fino a che it Vescovo non avesso nominato un parroco permanente.All'inizio della stagione natalizia, 1'8 dicembre 1946, arrivo' it nuovo parroco, don Rosario Venti. Nato a Boston (Massachusetts) i124 dicembre 1905, era stato consacrato sacerdote nell'Ordine dei Padri Passionisti l'8 febbraio 1931, rimarra' a S. Domenico fino al 29 luglio 1948. Forse don Venti era stato inviato a S. Domenico per rimodernare la struttura fisica della chiesa. A questo riguardo, lui avrebbe preferito demolire il vecchio edificio e costruirne uno nuovo. Sebbene questo non gli fu possibile, don Venti fece molti cambiamenti nel giro di un anno, "Al presente, la Parrocchia di S. Domenico gode la distinzione", scriveva don Venti," di essere stata costruita, riattata, ammobiliata e rifornita dai propri parrocchiani . . senza l'aiuto di bingo, bazar e feste d'ogni tipo. Tutto questo lavoro e'stato realizzato in un solo anno. "Don Venti fu tanto di piu' di un costruttore. Conversazioni con persone che lo ricordano bene, rivelano una persona molto intelligente, un riformatore, un valido ed eloquente oratore, un uomo preoccupato del benessere dei giovani della parrocchia. Secondo alcuni don Venti anticipava i tempi nell'indirizzare l'opinione pubblica suite questioni morali. Desiderava spezzare le barriere esistenti tra i vari gruppi etnici dell'East End e creare unita' tra le genti di quella zona. Per infrangere queste barriere, don Venti lavoro' coi giovani della parrocchia. Nell'autunno del 1945, durante la permanenza di don Murray a S. Domenico, era stato formato un club di pugilato patrocinato dalla chiesa. Nel 1946 il club si trasferi' nella sala italiana e fu chiarnato "Club pugilistico italo-canadese" sotto l'amministrazione del Comitato Sportivo associato alla Principe di Piemonte. Nel 1948 il club ritorno' a S. Domenico e fu chiarnato "Club pugilistico S. Domenico". Questo cambiamento fu possibile perche' don Venti, che era appassionato allo sport, aveva trasformato lo scantinato della chiesa in una palestra di pugilato con tutto l'occorrente per allenare i giovani dagli 8 ai 20 anni. Ragazzi di ogni nazionalita' potevano associarsi a questo club.
Bill Cella, organizzatore e allenatore del club, era molto orgoglioso dei primi successi di questa associazione sportiva. Durante i primi anni gli incontri settimanali di pugilato erano tenuti nella cantina, dove il quadrato era stato costruito intorno a quattro pilastri. Gli incontri importanti erano tenuti nella Sala italiana di via McLaughlin. Nel giro di due anni il club pugilistico S. Domenico vinse tre titoli distrettuali: Ernie Nistico per i leggeri, Frank Matarazzo per i mosca e per i pesi medi B. Powers. Il 10 maggio 1947, Ernie Nistico si batte'nell'arena di Port Arthur per il titolo di campione canadese dei pesi leggeri. I successi di questa organizzazione servirono ad avvicinare i giovani dell'East End alla chiesa.
Grazie all'eloquenza ed entusiasmo di don Venti, la chiesa era sempre gremita a tutte le funzioni. I parrocchiani ancora ricordano quanto fosse difficile avere un posto alla Messa italiana delle 10,30. Piu' tardi, quando divenne parroco di S. Antonio a Port Arthur, il suo programma radiofonico "Ave Maria" divenne molto famoso. Questo programma, in onda it martededalle 19 alle 19,15, era ascoltato da molti e non solo dai fedeli di S. Antonio e S. Domenico. Anche i Protestanti furono spinti a discutere e dibattere sui temi dei discorsi di don Venti riguardanti it modo di vivere, le questioni morali e la sua propaganda anticomunista. Don Venti lascio' S. Domenico per Sudbury, e dopo un breve period() divenne, nel 1949, parroco di S. Antonio a Port Arthur dove rimase fino al 1953.
Il suo successore a S. Domenico fu don Vallorosi. Nato a Pisterzo nella provincia di Latina il 1 febbraio 1915, venne in Canada nel 1939 a North Bay, completo' la propria educazione presso it Seminario St. Augustine di Toronto. Fu ordinato sacerdote dal Vescovo Dignan a North Bay il 21 dicembre 1940. Servi' in diverse capacita' Ia Diocesi di Sault S.te Marie e fu nominato Parroco di S. Domenico in agosto del 1948.
Le condizioni economiche durante la sua permanenza furono buone, percio' le pareti esterne della chiesa furono rivestite a nuovo, l'interno fu imbianeato e le statue restaurate. Tutto cio' fu eseguito senza fare debit°. Don Vallorosi diresse le attivita' spirituali della parrocchia, interessandosi nel lavoro svolto dalla Legione di Maria. Alla cui prima riunione, il 7 maggio 1945, ne era stato nominato direttore spirituale, quando era solo l'amministratore della parrocchia. La Legione di Maria non si occupava di questioni sociali o finanziarie ma religiose. Il presidente della Legione scriveva "La Legione agisce da supplemento at ministero sacerdotale, facilitando il lavoro dei parroci e consente loro di essere in costante contatto coi parrocchiani." Sebbene contasse pochi iscritti (23 in febbraio 1949), don Vallorosi era contento del loro entusiasmo ed in particolare delle visite ai parrocchiani ammalati negli ospedali e nei sanatori.
Non sappiamo con sicurezza se il bollettino parrocchiale settimanale "Il Domenicano" ebbe inizio con don Venti o don Vallorosi. Esaminando questi bollettini durante gli anni Cinquanta si nota il flusso dei servizi religiosi offerti in parrocchia, le attivita' delle organizzazioni come la Legione di Maria e la Societa'dell'Altare e la formale amministrazione dei sacramenti. Verso la fine della permanenza di don Vallorosi a S. Domenico, il bollettino mostra chiaramente che it parroco non doveva piu' dividere il proprio tempo tra due parrocchie, e che le condizioni economiche non interferissero piu' con gli affari spirituali della parrocchia. All'inizio dei Cinquanta, gli italiani di Fort William ebbero a loro disposizione ogni funzione e servizio offerto dalla Chiesa Cattolica.
Dai documenti parrocchiali non e' possibile seguire lo sviluppo del l'importante ministero della musica. Quanto sappiamo circa la musica nei primi anni e'dato dalle testimonianze orali dei membri del coro e dai ritagli del giornale. Si e' detto che dal 1912 al 1919 l'intero coro di S. Antonio e l'organo servissero entrambe le chiese per le Messe domenicali. Nel 1933, in occasione del funerale di don Capresi, Joe Brunetta e' menzionato quale organista. Quell'anno la famiglia di Peter Belluz aveva donato un organo, acquistato a Toronto, alla Chiesa di S. Giuseppe. Questo regalo disse don Murray "soddisfa it desiderio di S. Giuseppe e sara' apprezzato dai fedeli per lungo tempo". Tra il 1930 e il 1940 Joe Brunetta fu l'organista principale. Sua madre Carrie Brunetta, fece parte del coro di S. Domenico fino a circa il 1955. Coloro che frequentavano la chiesa di S. Domenico ricordano ancora la sua voce melodiosa nella Messa Latina celebrata ogni giorno durante la Quaresima. Si puo' dire the Carrie Brunetta abbia cantato ad ogni funerale, it suo amore per la musica sacra e la sua continua presenza nel coro erano d'esempio e ispirazione per tutti.
Duranti gli anni Trenta e i Quaranta it nome di Ralph Colosimo e'associato alla musica non solo a S. Domenico ma nel campo musicale del Lakehead. Quando si formo' una Banda italiana a Fort William, Ralph Colosimo suonava it clarinetto. La Banda suono', al funerale di Peter Belluz nel 1935, dalla casa del defunto alla chiesa. Per cinque anni Ralph diresse il Coro di S. Domenico e Joe Brunetta ne fu l'organista. In occasioni speciali come Natale e Pasqua, coro e orchestra accompagnavano la S. Messa. Nel 1942 nel mese di novembre e dicembre vennero celebrate Messe a S. Domenico e Ralph Colosimo diresse 60 coristi e 25 orchestrali; queste Messe furono messe in onda della stazione radio CKPR. La parrocchia di S. Domenico fu davvero fortunata nel disporre del talento di musicisti come Joe Brunetta, Ralph Colosimo e piu' tardi Mary Cella, Mrs. Connolly, Vic (Sandrin) Curtola, Ida Dolcetti, Ann Todero, Lucille Johnson e Janice (Buset) Henderson. Queste persone si dedicarono a provvedere la migliore musica sacra in modo da aggiungere solennita' e sentimento alle funzioni religiose tenute a S. Domenico.
Fu in questa atmosfera che don Daniele China divenne ufficialmente nostro Parroco il 10 marzo 1952. Era nato a Pordenone, nell'Italia settentrionale, il 15 novembre 1911 ed era entrato nell'ordine dei Salesiani di don Bosco a Torino. Prima di arrivare in Canada nel 1950, don China era stato Missionario in India per sette anni. Rientrato in Italia era rimasto per otto anni sui Colli Albani, vicino a Roma. Durante una visita alla sorella nel Distretto di Thunder Bay, S.E. il Vescovo Dignan, della Diocesi di Sault Ste. Marie lo persuase a restare in Canada ad occuparsi degli italiani di Fort William.
Come i suoi predecessori, anche don China guido' i parrocchiani nelle devozioni familiari a tutti i cattolici. Le Messe giornaliere erano celebrate alle 8. in speciali feste religiose come la "Commemorazione dei Defunti"il 2 novembre, o quando c'erano le Missioni (di solito una settimana in inglese ed una in italiano), parecchie Messe erano celebrate ogni matting_Dai documenti parrocchiali non e' possibile seguire lo sviluppo del l'importante ministero della musica. Quanto sappiamo circa la musica nei primi anni e'dato dalle testimonianze orali dei membri del coro e dai ritagli del giornale. Si e' detto che dal 1912 al 1919 l'intero coro di S. Antonio e l'organo servissero entrambe le chiese per le Messe domenicali. Nel 1933, in occasione del funerale di don Capresi, Joe Brunetta e' menzionato quale organista. Quell'anno la famiglia di Peter Belluz aveva donato un organo, acquistato a Toronto, alla Chiesa di S. Giuseppe. Questo regalo disse don Murray "soddisfa it desiderio di S. Giuseppe e sara' apprezzato dai fedeli per lungo tempo". Tra il 1930 e il 1940 Joe Brunetta fu I'organista principale. Sua madre Carrie Brunetta, fece parte del coro di S. Domenico fino a circa il 1955. Coloro che frequentavano la chiesa di S. Domenico ricordano ancora la sua voce melodiosa nella Messa Latina celebrata ogni giorno durante la Quaresima. Si puo' dire the Carrie Brunetta abbia cantato ad ogni funerale, it suo amore per la musica sacra e la sua continua presenza nel coro erano d'esempio e ispirazione per tutti.
Duranti gli anni Trenta e i Quaranta it nome di Ralph Colosimo e'associato alla musica non solo a S. Domenico ma nel campo musicale del Lakehead. Quando si formo' una Banda italiana a Fort William, Ralph Colosimo suonava it clarinetto. La Banda suono', al funerale di Peter Belluz nel 1935, dalla casa del defunto alla chiesa. Per cinque anni Ralph diresse il Coro di S. Domenico e Joe Brunetta ne fu l'organista. In occasioni speciali come Natale e Pasqua, coro e orchestra accompagnavano la S. Messa. Nel 1942 nel mese di novembre e dicembre vennero celebrate Messe a S. Domenico e Ralph Colosimo diresse 60 coristi e 25 orchestrali; queste Messe furono messe in onda della stazione radio CKPR. La parrocchia di S. Domenico fu davvero fortunata nel disporre del talento di musicisti come Joe Brunetta, Ralph Colosimo e piu' tardi Mary Cella, Mrs. Connolly, Vic (Sandrin) Cu rtola, Ida Dolcetti, Ann Todero, Lucille Johnson e Janice (Buset) Henderson. Queste persone si dedicarono a provvedere la migliore musica sacra in modo da aggiungere solennita' e sentimento alle funzioni religiose tenute a S. Domenico.
Fu in questa atmosfera che don Daniele China divenne ufficialmente nostro Parroco il 10 marzo 1952. Era nato a Pordenone, nell'Italia settentrionale, il 15 novembre 1911 ed era entrato nell'ordine dei Salesiani di don Bosco a Torino. Prima di arrivare in Canada nel 1950, don China era stato Missionario in India per sette anni. Rientrato in Italia era rimasto per otto anni sui Colli Albani, vicino a Roma. Durante una visita alla sorella nel Distretto di Thunder Bay, S.E. it Vescovo Dignan, della Diocesi di Sault S.te Marie lo persuase a restare in Canada ad occuparsi degli italiani di Fort William.
Come i suoi predecessori, anche don China guido' i parrocchiani nelle devozioni familiari a tutti i cattolici. Le Messe giornaliere erano celebrate alle 8. in speciali feste religiose come la "Commemorazione dei Defunti"il 2 novembre, o quando c'erano le Missioni (di solito una settimana in inglese ed una in italiano), parecchie Messe erano celebrate ogni matting_Inoltre c'era la Benedizione il venerdi' e la domenica sera alle 19,30. 11 mercoledi' e venerdi' sera durante la Quaresima c'era la Via Crucis. In giugno per la festa di Corpus Christi c'era la processione per le vie dell'East End, e le case venivano parate per questa occasione. La processione partiva, di solito alle 19,30, da S. Domenico e passava per via Connolly, McTavish, McIntyre, McLeod, Pacific e McIntosh, la Benedizione si faceva alla scuola St. Peter, e alla Chiesa della Trasfigurazione (cattolicoucraina).
Ogni anno don China preparava, con l'aiuto degli insegnanti della scuola St. Peter, i bambini per la Prima Comunione e la Cresima. La settimana prima della Comunione i bambini erano portati in Chiesa ogni giorno per le prove, l'istruzione e poi la Confessione. Don China considerava questo evento come uno del piu' importanti nella vita dei ragazzi, e urgeva i genitori a partecipare pienamente e trattare con serieta' l'avvenimento. Il seguente messaggio apparve sul "Domenicano" del 25 maggio 1952: "Domenica prossima ci sara' la Prima Comunione. Ogni comunicando si presentera'all'Altare coi propri genitori ed insieme riceveranno il Sacramento. Spero che non ci saranno "orfani" alla balaustra." Dopo la cerimonia, una fotografia di gruppo veniva fatta sulla scalinata della chiesa con tutti i bambini intorno ad un orgoglioso don China.
In modo simile avveniva la somministrazione della S. Cresima con il Vescovo Jennings a S. Domenico per tutta la giornata. La cerimonia avveniva in ottobre, di domenica pomeriggio, con la celebrazione della S. Messa alla sera. Questi sacramenti venivano ricevuti prima dei 13-14 anni con l'intenzione di trasformare i ragazzi in devoti cattolici. Questo impegno verso la fede cattolica si manifestava da solo nei ragazzi che andavano a Messa tutti i giorni durante la Quaresima. Gli insegnanti di St. Peter prendevano nota se gli studenti andavano o no alla Messa in quel periodo. Soltanto una minoranza riusciva a farlo per tutto it period°, ma questa era una "prova" per i ragazzi cattolici.
Accanto ai servizi religiosi trail 1950-1960 si svilupparono organizzazioni e attivita'. La Societa' femminile dell'Altare era una delle piu' attive con piu' di 60 socie nel 1956. Sebbene caldeggiata da.S.E. Jennings, la Lega delle Donne Cattoliche non riusci' ad attecchire a S. Domenico. Invece la Societa' dell'Altare organizzo' un "Te' primaverile" i cui proventi furono devoluti a beneficio della chiesa. Classi di lingua inglese nello scantinato della chiesa furono tenute duranti i Cinquanta, per dare opportunita' agli emigranti italiani di familiarizzarsi in questa lingua. Inoltre questo scantinato veniva a volte trasformato in una sala cinematografica. Il 16 novembre 1952 don China annuncio' nel bollettino: "Dopo la Benedizione ci sara' un film. Una piccola offerta, per coprire le spese, sara' gradita. Tutti sono benvenuti." Ogni tanto si faceva un Bingo per avere it denaro per acquistare un proiettore.
Con il denaro dei bingo, le offerte dei parocchiani e le attivita' della Societa' dell'Altare fu rinnovata la chiesa. Dal 1952 al 1 955 don China feceinstallare una campana elettronica, fece fare la nuova sacristia ($5.350), nuovi banchi, pavimento e tappeto per l'altare ($10.152). Queste spese segnavano i buoni tempi economici della parrocchia.
Le migliorate condizioni economiche incoraggiarono il Vescovo della nuova Diocesi di Thunder Bay a chiedere che i fondi di ogni parrocchia fossero versati alla Diocesi. S.F. Jennings disse che una campagna per la raccolta di fondi era in progetto da tempo. Il bisogno finanziario della Diocesi era grande, e dal momento che nel 1957 Port Arthur, Fort William e tutto ii Canada stavano attraversando un periodo di prosperita', si poteva sperare che la campagna avrebbe dato buoni risultati. Qual'era lo scopo di questa campagna? S.F. Jennings desiderava iniziare un ambizioso programma che potesse aiutare a pagare per le migliorie progettate da varie parrocchie. Il suo piano includeva anche la costruzione di una cattedrale a Fort William ed una scuola superiore cattolica per Thunder Bay. Questa scuola avrebbe dovuto avere residenze, per gli studenti, dirette da gruppi religiosi.
Rispondendo alla richiesta del Vescovo, don China scrisse:
Nella mia parrocchia c'e' un costante andirivieni di famiglie. Non appena una famiglia raggiunge una certa stabilita' finanziaria, trasloca in un altra zona. Al loro posto arriva un'altra famiglia di emigranti che dice di non pater contribuire al mantenimento della Chiesa ho circa cinquanta (su 307) famiglie che si considerano poverm
Nonostante la dichiarata incapacita' di alcune famiglie della parrocchia di contribuire all'espansione delle attrezzature scolastiche di Thunder Bay, S. Domenico si impegno' a contribuire $30.796 al fondo del Vescovo, di cui $22,291. pagati entyro il 1959.

III VERSO UNA NUOVA CHIESA
Con il continuo miglioramento economico la Parrocchia di S. Domenico, sotto la guida di don China, esploro' le probabilita' di costruire una chiesa nuova. Sino dall'aprile 1956 la corrispondenza tra don China e il Vescovo suggerisce che si stava considerando l'acquisto di alcune proprieta' intorno alla chiesa. Presumibilmente la vecchia chiesa sarebbe stata demolita e una nuova struttura costruita su un'area ingrandita. Questa procedura fu seguita nella costruzione della chiesa cattolica polacca di St. Casimir all'angolo di Robertson e McKenzie nel 1963 e piu'tardi, nel 1982, per la chiesa di St. Agnes sulla via Brown. Il piano era di acqui stare la casa Pellizzari vicino alla chiesa (cio' avvenne i13 maggio 1961), di comperare la casa dietro to chiesa sulla via McIntosh, di proprieta' dei signori Vescio. Dopo di che la Parrocchia S. Domenico avrebbe richiesto al Comune di Fort William di chiudere al traffico il viottolo dietro la chiesa creando cosi' un'area piu' grande su cui costruire la chiesa.
Mentre queste proprieta' venivano acquistate o trattate, il fondo per la costruzione aumentava. Nel 1953 consisteva di $4.891, nel 1963 era aumentato a $101.542,38. In quei tempi don China aveva calcolato che per costruire la chiesa e la canonica sarebbero stati necessari almeno 250.000 dollari. 11 fondo arrivo' a $241.506 nel 1971. A questo punto don China annuncio' nel Rapporto Parrocchiale del 1971 che il Comitato Parrocchiale stava cercando un'area non lontana dalla chiesa, force, oltre i confini dell' East End.
Nel 1973 il Comitato Parrocchiale presento', a S. E. Norman J. Gallagher, una proposta per "una grande ed avvincente impresa" che incluoleva la scelta dell'area per la nuova chiesa e un disegno che doveva essere "moderno", "semplice" e "funzionale". 11 costo totale (terreno, chiesa e canonica) sarebbe stato quasi $475.000; la costruzione stessa non sarebbe incominciata fino a che non fosse stato raccolto i 175% del costo totale. La Parrocchia S. Domenico deposito', il 31 dicembre 1972, $265.000 in un fondo di riserva per il nuovo edificio. S. E. Gallagher fu d'accordo, in linea di massima, con il piano presentato.
Il Comitato finanziario suggeri' il seguente piano per raccogliere i 91.500 dollari mancanti per raggiungere il 75% del costo: 1) sollecitare doni e contributi da gruppi e persone a Thunder Bay; 2) fare raccolte domenicali speciali dai fedeli, il Comitato finanziario avrebbe spiegato la situazione e dato resoconti di tanto in tanto; 3) patrocinare cene, spaghettate, bingo, te' e danze. La parrocchia necessitava altri $118.750 dollari per coprire le spese. Inoltre, il Comitato finanziario suggeri' di andare nelle case dei parrocchiani presenti e passati per raccogliere suffragi, l'uso di buste colorate per gli oboli settimanali pro-chiesa e la vendita della proprieta' al n. 700 di via McLaughlin. Era un piano ambizioso il cui successo dipendeva, in parte, dall'area scelta per la costruzione.
Nell'estate 1973 il Comitato raccornando' al Vescovo l'acquisto di un lotto di 1 acro e 1/2 all'angolo di Redwood e Spruce Court per $60.000.
Questo lotto era preferibile a quello sulla via Simpson di soli 1/4 di acro per $65.000,1a citta' di Thunder Bay si stava sviluppando e avrebbe continuato a svilupparsi nella zona Northwood. II Comitato conveni' che la gioventu' della parrocchia viveva ora a Northwood, percio' era preferibile costruire la' la nuova chiesa. Il Comitato suggeri' anche che gli "anziani della parrocchia" sarebbero stati trasportati alla chiesa per le funzioni.
Fin dall'inizio S. E. Gallagher aveva seri dubbi su questa scelta. Quanti dei parrocchiani di S. Domenico erano a favore o contro questa nuova zona? Se un'altra ondata di emigranti italiani fosse arrivata a Thunder Bay si sarebbe stabilita nell'East End o nel rione di Northwood? Il carattere, della Parrocchia Nazionale Italiana, com'era conosciuta nel 1973 S. Domenico, sarebbe scomparso in questo nuovo posto? A causa di questi problemi il Vescovo permise al Comitato di acquistare il terreno, pero' la costruzione avrebbe dovuto apettare fino a che si avesso avuto it 75% dei fondi ed una "convincente maggioranza" dei parrocchiani fosse stata a favore di Northwood. Inoltre il Vescovo richiese garanzie che gli anziani e coloro senza mezzi di traporto propri abitanti nell'East End avrebbero potuto frequentare la nuova chiesa.
Nell'inverno del 1974 il Comitato decise che era ora di agire e suggeri' ai parrocchiani di S. Domenico di iniziare immediatamente la costruzione. Date le pressioni inflazionistiche nel campo edile ogni ulteriore ritardo avrebbe aumentato pericolosamente it costo della costruzione. Si cerco' di arrivare ad un accordo circa la proprieta' a Northwood per la nuova chiesa, cio' era difficile e, in quel momento, fu impossibile. Temendo una permanente divisione tra i parrocchiani di S. Domenico, it Vescovo Gallagher chiese, sfortunatamente," che il Comitato fermasse ogni atto verso la costruzione di una nuova ehiesa in qualsiasi posto per il prossimo futuro." Senza dubbio questo fu un deludente cambiamento di direzione per il Comitato di S. Domenico. La proprieta'acquistata a Northwood era destinata a restare vacante per parecchi anni. Intanto, le funzioni continuarono ad essere celebrate a S. Domenico nell' East End.
Alcune delle famiglie italiane residenti nella zona di Northwood negli anni Settanta continuarono a frequentare la vecchia chiesa, altri scelsero la chiesa di St. Agnes o la Cattedrale. Dal 1969 al 1978 la cattedrale di St. Patrick offri' Messe domenicali presso la scuola cattolica St. Vincent e poi nella nuova scuola St. Francis, entrambe nella zona di Northwood.
Dato il grande numero di cattolici nella zona di Northwood, it nuovo Vescovo di Thunder Bay, John O'Mara, decise nel 1979 di creare una Parrocchia sotto la protezione di S. Giuseppe con don Ralph Di Giacinto, parroco, e don Joseph Crawford suo assistente. "La Parrocchia di S. Giuseppe sara' la Chiesa Nazionale Italiana per Fort William" decreto' it Vescovo, "e sara' anche la parrocchia territoriale per tutti i cattolici della zona". Il continuo deterioramento della chiesa di S. Domenico nell'East End e le cattive condizioni di salute di don China furono citate come i motivi principali per la creazione della nuova parrocchia a Northwood.
C'era anche la necessita' di avere una parrocchia in quella zona per servire i fedeli residenti. Molti cattolici erano di origine italiana, altri appartenevano a vari gruppi etnici. Percio' le funzioni religiose sarebbero state in lingua inglese e italiana.
Il Vescovo O'Mara spiego' la scelta del nome S. Giuseppe nella sua lettera agli italiani di Fort William. Spiegando che S. Giuseppe era stato il patrono originale della parrocchia italiana dal 1912 al 1936, e poi il nome serviva a distinguere le due chiese. S. Giuseppe e' il patrono della chiesa universale e del Canada. Percio' una chiesa a questo santo avrebbe avuto un posto importante a Thunder Bay.
Nell'autunno del 1979 il difficile ed impegnativo compito di creare unita' tra i fedeli di S. Giuseppe era incominciato. Lo scopo finale era di costruire una nuova chiesa sulla proprieta' da tempo acquistata. Nel frattempo, le Messe erano celebrate ogni domenica nella palestra della scuola St. Francis (sita al n. 600 di Redwood avenue West). Le funzioni giornaliere venivano celebrate in canonica (acquistata nell'aprile 1979) sita al n. 486 di Erindale Crescent. Questa doppia residenza aveva gli uffici parrocchiali e gli alloggi per i due sacerdoti. Il Consiglio Consultivo per la parrocchia, creato quell'estate, pubblicizzava le funzioni affiggendo nelle scuole bollettini con gli orari delle stesse e mettendoli anche su un cartellone sul terreno della chiesa.
Sia don Di Giacinto che il Consiglio Consultivo, ritennero necessario che le due parrocchie italiane agissero unite nella costruzione della nuova chiesa. Questo era un compito difficile. Le diversita' di opinioni esistenti cinque anni prima riguardanti l'area scelta erano tutt'ora presenti e affiorarono subito con opinioni diverse circa il nome della nuova chiesa. 11 Vescovo O'Mara, don China e don Di Giacinto studiarono il modo migliore di unificare le fazioni.
Tra il 1980 e il 1981 il Vescovo prese una serie di decisioni intese ad accelerare il processo costruttivo. Nel marzo 1980 cambio' il nome della chiesa a `Chiesa dei S.S. Giuseppe e Domenico". Poi, dopo avere attentamente ascoltato i parrocchiani d'ambo le parti, si cerco' di arrivare ad un compromesso equo per tutti. I parrocchiani. di S. Domenico avevano paura che la nuova chiesa non avrebbe mantenuto le tradizioni della comunita' italiana. Il Vescovo disse che "i due nomi erano la prova che la chiesa avrebbe servito le due comunita', gli Italiani di Fort William ed i cattolici della zona Northwood".
Questo doppio nome ebbe vita breve. In dicembre 1980 il Vescovo emise un decreto riguardante la Parrocchia di S. Domenico. "In risposta ad una petizione unica, presentata dai rappresentanti dei due gruppi, riguardante it nome della nuova parrocchia, ed in modo di chiarire ed eseguire questo decreto per il bene della Comunita'cattolica di questa citta' e facilitare la costruzione della chiesa e annessi", S.E. O'Mara decreto'che la vecchia parrocchia di S. Domenico al 700 di via McLaughlin ed il suo nome sarebbero stati "soppressi". La nuova chiesa a Northwood sarebbe sotto la protezione di S. Domenico. Per meglio eseguire questo decreto il Vescovo rilasuo' il denaro raccolto da S. Domenico per la costruzione della chiesa nuova. Don China avrebbe ritenuto il necessario per operare la vecchia chiesa.
Vescovo chiese ai Padri Scalabriniani (Missionari di San Carlo) di operare la nuova parrocchia. Nella primavera del 1981 don Umberto Rizzi fu nominato parroco, e piu' tardi don Daniel Lapolla arrivo' ad assisterlo. Era bene che gli Scalabriniani venissero a S. Domenico. Questo Ordine di sacerdoti missionari fu fondato nel secolo scorso per aiutare gli emigranti italiani nelle terre di emigrazione delle Americhe. Con don Rizzi e don Lapolla, il Vescovo O'Mara e la Congregazione Scalabriniana hanno assicurato che sacerdoti italiani o fluenti nella lingua serviranno i bisogni degli Italiani di Fort William net futuro. Gli Scalabriniani riconobbero l'esistenza delle due culture che, a parte i prirnissinai anni, erano sempre state presenti a S. Domenico. "Ho assicurato il Vescovo", scrisse don Calandra, Superiore Provinciale degli Scalabrini "che prenderemo cura dei canadesi con equo zelo ed interesse ..". La nomina dei Padri Scalabriniani a S. Domenico ha reso la loro presenza a Thunder Bay piu' forte, perche' dall'estate del 1981 questo Ordine dirige entrambe le chiese Italiane di Thunder Bay.
Don Rizzi era molto competente, avendo fatto esperienza net costruire e rinnovare chiese. Prima di venire a S. Domenico aveva diretto i lavori di rinnovo a S. Antonio (1978-1981). Sebbene i preparativi per la costruzione fossero motto importanti e sempre presenti, Don Rizzi aveva a cuore la creazione della comunita' ed incoraggio' "gli Italiani e gli altri fedeli di Northwood di crescere insieme come una sola famiglia verso la stessa meta".
Il primo passo di questo processo fu di varare un'ambiziosa raccolta di fondi. Come poteva la parrocchia raccogliere i 778.000 dollari necessari per la costruzione? Il Comitato capeggiato da Jim Rodrigues includeva Larry Grace, Sue Macdonald, Claire McKay, John Robillard, Pasquale Sacino, Carol Siciliano, Rita Speer, George Thompson e Major Zuliani e mise $300.000 quale obiettivo di una breve ed intensa campagna dall'ottobre 1981 a quello del 1982. Il costo totale della chiesa non avrebbe dovuto eccedere $1.200.000. Il terreno era gia' stato acquistato net 1973. Dane attivita' della vecchia chiesa c'erano $442.000 net fondo pro-chiesa nuova, che aveva accumulato una cifra non indifferente in interessi (agli inizi degli anni Ottanta l'interesse si aggirava sul 16-19%). Pegni offerti dai parrocchiani, avvenimenti speciali (te', serate danzanti, ecc.), lavoro gratuito e, naturalmente un prestito (il minimo possibile) sarebbero state le fonti principali dei fondi.
Dalla primavera 1981 all'inaugurazione ufficiale della Chiesa net 1983, i membri del Comitato Finanziario ed Edile parlarono a individui, organizzazioni e uomini d'affari per raccogliere fondi. L'inflazione aveva spinto ii costo totale per la nuova chiesa da circa $475.000 net 1973 a piu'di $1.000.000 quasi dieci anni dopo. Il compito di raccogliere it denaro fu veramente impegnativo. Dal 31 maggio al 12 giugno 1981 ci fu la prima parte della raccolta. Suffragi pagati dai fedeli in questa e nelle seguenti campagne di raccolta, notevoli contribuzioni dalla Societa' Principe di Piemonte, la Societa' Italiana di Mutuo Soccorso, la Lega Cattolica Femminile di S. Domenico, la Societa' Femminile Veneta, i Cavalieri di Colombo sezione 1447, ditte locali e la Parrocchia di S. Antonio aumentarono considerevolmente it fondo. Notevole fu la generosita' dimostrata da tutti verso l'erigenda chiesa. l fedeli potevano controllare it progresso della raccolta osservando it grande termometro sulla parete della palestra a St. Francis. Senza dubbio ci fu molto entusiasmo quando fu passata la cifra di $100.000; il Comitato Finanziario era del parere che il progresso fatto, servisse da incoraggiamento ai parrocchiani cosi' che continuassero a sopportare questa raccolta di fondi.
Mentre continuavano tutte queste attivita', il Comitato per la Costruzione preparava una cerimonia per l'inizio dei lavori per il 18 aprile 1982. Autorita' ecclesiastiche e civili furono invitate a questa cerimonia. La processione and o' dalla scuola St. Vincent al lotto alI'angolo'di Redwood e Spruce Court. Quando il Vescovo O'Mara ruppe la prima zolla, fu l'inizio dei lavori che si protrassero ininterrotti per un anno. Questo periodo servi' ad unire la parrocchia. "Prima di iniziare i lavori" disse don Rizzi, "non ci conoscevamo. E' stato solo offrendo i nostri servizi, il nostro lavoro ed il nostro talento individuale che siamo diventati una comunita'."
L'idea che il normale lavoro di costruzione con mano d'opera gratuita abbassasse i costi e creasse un seuso comunitario tra i parrocchiani era insieme coraggiosa e ammirevole. Louis Toneguzzi e Peter Buset a capo del Comitato lanciarono un appello alla comunita' italiana attraverso la Societa' Principe di Piemonte e la Societa' di Mutuo Soccorso per lavoratori volontari specializzati e non. Tutti, parrocchiani o no, erano incoraggiati a dare una 'nano quando potevano, dalle 9 alle 21. Nell'autunno 1982 un gruppo di studenti (12-16) della Scuola Superiore Northwood presero parte ai lavori. Questo esperimento di insegnamento sul lavoro li introdusse alla realta' quotidiana della occupazione scelta e nello stesso tempo venne loro dato il meritato credito accademico.
Circa 100 donne della parrocchia presero parte ai lavori, per la maggior parte relegate ai "doveri di campo". All'inizio dei lavori Gerry Tobin presto' un rimorchio ATCO, usato in un campo di taglialegna in Ontario. Li dentro lavoravano le donne, chi preparava it caffe', chi i pasti e chi rispondeva al telef ono. Durante i lavori di costruzione furono donate piu' di 10.000 ore di lavoro. Fu un'esperienza indimenticabile per chi diede un'ora come per chi ne diede cento.
Durante questa periodo le funzioni continuarono come sempre alla scuola St. Francis ed in canonica. Le Messe giornaliere celebrate in canonica dal lunedi' al venerdi' alle 19, quelle festive it sabato alle 17 e la domenica alle 9, 10,30 e mezzogiorno. Le organizzazioni come il Consiglio Parrocchiale, la Societa' di S. Vincenzo, la Lega delle Donne Cattoliche e la Legione di Maria contavano un centinaio di persone al servizio della chiesa. Ad esempio, la Societa' S. Vincenzo assistette parecchie famiglie bisognose dando loro articoli domestici e vestiario per i bambini. Altri volontari prepararono gli scolari delle scuole St. Vincent, St. Francis e St. Thomas Aquinas per la Prima Comunione e la Cresima. Altri ancora insegnavano Il catechismo ai bambini delle scuole pubbliche nel territorio di S. Domenico. Questi preparativi consistevano in 6-8 settimane di impegno per i bambini e gli istruttori. Alcuni coniugi della parrocchia furono preparati per offrire un corso prematrimoniale. Sin dal 1982 questo gruppo comprendeva 6-8 coppie.
Tra le funzioni, la piu' memorabile, fu senza dubbio la Messa di Natale celebrata il 24 dicembre 1982 nella ancora incompiuta chiesa di Redwood Avenue. I sacerdoti, don Rizzi e don Lapolla, vollero ricreare la stalla dove nacque Gesu'. Per fare cio' fu chiesto un permesso speciale alle autorita' municipali per poter celebrate la S. Messa dei bambini alle 20 e quella di Mezzanotte per gli adulti. Pensiamo che in questa speciale occasione furono messi da parte tutti i regolamenti.
Don Daniel Lapolla ando' a (Melrose Park) Chicago, Illinois, dove la chiesa Our Lady of Mt. Carmel regalo' un enorme, bellissimo presepe e don Rizzi ebbe animali vivi a far parte della Nativita'. Tre giorni prima della Vigilia di Natale si fermarono tutti i lavori per preparare la chiesa. Il terreno fu coperto con teli, i muri decorati con corone di sempreverdi, alberi natalizi e luci. Durante le due Messe l'aria era carica di emozione e aspettativa perche' presto la chiesa sarebbe stata finita. La Vigilia di Natale del 1982 fu sicuramente un' esperienza indimenticabile per tutti i presenti. "E' stata una buona esperienza" concluse don Rizzi "non credo che potremo piu' provare questo speciale sentimento".
L'ansiosa anticipazione sentita dai fedeli presenti alle Messe di Natale fu soddisfatta il 7 maggio 1983 con la consacrazione della Chiesa. Dopo piu' di trent'anni di risparmi e raccolte di fondi, dopo 329 giornate di lavoro e piu' di 10.000 ore di lavoro gratuito, i parrocchiani di S. Domenico furono capaci di assaporare la soddisfazione di andare alla Messa nella loro chiesa nuova. Le fotografie che seguono raccontano la storia di quella memorabile giornata.
L'apertura ufficiale della nuova chiesa porto' ultimamente alla chiusura di S. Domenico nell'East End. Benche' la parrocchia fosse stata soppressa nel 1980, le funzioni religiose erano ancora celebrate da don Daniele China. Nei periodo 1979-1985 dai registri parrocchiali si nota il notevole declino dei Battesimi, Prime Comunioni, Matrimoni e Funerali. Il Vescovo O'Mara si incontro' coi parrocchiani della vecchia chiesa il 15 aprile 1985 e annuncio' che la chiesa sarebbe stata chiusa. La dura realta' che il passare degli anni aveva esatto il suo pedaggio dal vecchio edificio fu accettata a malincuore da coloro che ancora frequentavano la chiesa Italiana di via McLaughlin. La domenica seguente (21 aprile 1985) il Vescovo celebro' le ultime due messe e ufficialmente chiuse la chiesa. Immediatamente don Rizzi e don Lapolla invitarono cordialmente tutti parrocchiani della vecchia chiesa a frequentare la chiesa a Northwood. Fu mantenuto l'impegno preso dal Comitato pro-chiesa nel 1973: "Per aiutare coloro che non possiedono mezzi di trasporto, noi provvederemo, ogni domenica, un autobus che partira' alle 9,45 dalla vecchia chiesa per permettervi di essere presenti alle Messa italiana delle 10,30". Il 12 maggio 1985 incomincio'il primo servizio d'autobus. Naturalmente non tutti trovarono conveniente questa soluzione e decisero di frequentare le altre parrocchie nella zona.
Ora si doveva decidere il futuro della proprieta' al 700 di McLaughlin. Questa proprieta' consisteva nella chiesa e canonica su un lotto di 50 piedi, un lotto vacante di 25 piedi a destra della chiesa, una casa e un'autorimessa dietro la chiesa. ll Comitato Edile si riuni' il 22 maggio 1985 e decise che la proprieta'fosse venduta con la provvisione che la chiesa fosse demolita. Si decise di donare i banchi ad una chiesa in via di costruzione a Red Lake. Ma piu' importante, le finestre istoriate furono tolte e restaurate accuratamente per essere poi installate nella nuovo chiesa. 11 13 gennaio 19861a chiesa fu demolita, il lotto vacante all'angolo di McLaughlin e Connolly fu venduto alla Citta' di Thunder Bay Non Profit Housing Corporation per $42.000.
L'eredita' visibile della vecchia chiesa di S. Domenico alla nuova chiesa si trova nelle belle finestre di vetro colorato e nella campana. Le otto finestre furono installate attorno al fonte battesirnale, quella dedicata a Maria, madre di Gesu', fu messa nella stanza della riconciliazione. Il costo del restauro fu pagato dalla generosita' dei parrocchiani, individualrnente o in gruppi. La campana fa parte di uno storico contrassegno posto nel cortile tra la chiesa e la canonica. Le finestre e la campana che si vedono entrando ed uscendo dalla chiesa servono a ricordare costantemente che le radici della nostra storia come comunita' cristiana si immergono profondamente nella comunita' Italiana dell'East End di Fort William.

 

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